“SIGNORE FA DELLA TUA CROCE L'INSEGNA

CHE PRECEDE IL LABARO DELLA MIA LEGIONE

venerdì 6 giugno 2014


L'eccidio di Codevigo, avvenuto tra il 28 aprile 1945 e la metà di giugno dello stesso anno, fu l’esecuzione sommaria di un numero compreso tra 114 e 136 tra militi fascisti della Guardia Nazionale Repubblicana (GNR), delle Brigate Nere (BN) e civili.

LE VICENDE GIUDIZIARIE :


La Magistratura di Padova trattò la vicenda in numerosi procedimenti dal 1945 al 1950e poi dal 1961-62 sulla base d'indagini condotte fin dall'inizio dalla polizia Alleata e dai Carabinieri.
Furono giudicati anche quattro partigiani della 28ª Brigata Garibaldi, tutti e quattro furono assolti.
I Comandi della 28ª e del "Cremona" non furono mai soggetti di procedimenti penali poiché i fatti si svolsero al di fuori e contro gli ordini da loro emanati e a loro insaputa . Alcune fonti sostengono che all'eccidio avvenuto in varie località in prossimità di Codevigo, parteciparono elementi provenienti dalle formazioni partigiane locali e militari inquadrati nel gruppo di combattimento "Cremona", unità dell'esercito italiano alle dipendenze dell'VIII armata Britannica, sotto il cui comando era anche la 28ª Brigata Garibaldi "Mario Gordini", comandata da Arrigo Boldrini[. Nell'atto della Prefettura di Padova del 25 Maggio 1945 oltre all'attribuzione certa di alcune esecuzioni si comunicò che la Polizia Alleata aveva deciso di disarmare i militari del "Cremona" presenti a Codevigo . Il territorio era stato occupato dalla 28ma Garibaldi, da varie formazini partigiane venete e dai reparti del "Cremona" e l'azione di polizia e d'ordine pubblico era svolta dal CLN locale.
Si tratta di uno degli episodi più gravi tra quelli avvenuti nell'Italia nordorientale nei giorni a cavallo della resa incondizionata in Italia delle forze tedesche e fasciste repubblicane, effettiva a partire dal 3 maggio 1945. Nella sola zona di Treviso ci furono almeno 630 esecuzioni ed altre 391 nella zona di Udine. In quei giorni furono operati eccidi e stragi dai nazifascisti a Pedescala di Verona, Castel di Godego di Treviso, Saonara di Padova, Salve di Soccolongo.
Le vittime della strage 
Ci furono 136 vittime totali, non tutte identificate (ne furono identificate con certezza 114, trucidate per vendetta, previo giudizio sommario, morte in scontri a fuoco tra cui vittime seviziate.


IL MUNICIPIO DI CODEVICO 
DOVE VI ERA INSEDIATA LA SEDE C.L.N.


1962 - LA RIESUMAZIONE DELLE TRE FOSSE COMUNI

ELENCO DELLE VITTIME ,

 accertate e presunte, a Codevigo e dintorni

Compilato sulla base dei vari elenchi già pubblicati e con riscontro dalla Lapide dell'Ossario.

• ALBONI Almo
• ALESSANDRONI Goffredo di Alessandro, anni 30 (classe 1915, residente in Ravenna, impiegato) GNR Candiana
• ALLEGRI Alessandro fratello di Alvaro, anni 20 (res. Bagnocavallo, agricoltore) GNR Pescantina
• ALLEGRI Teodoro (detto Dorino) di Giuseppe, 51 (res. Bagnocavallo, impiegato) GNR Bussolengo
• ALLEGRI Teodoro di Matteo
• ALLEGRI Teodosio di Innocente, 48 (camionista) GNR Bussolengo
• BADESSI Jader, 38 (res. Ravenna, tipografo) GNR Bussolengo
• BAGNOLI Armando di Domenico, 41 (nato a Forlì, 1904; res. Ravenna). GNR Candiana
• BARALDI Osvaldo, 40 (res. Concordia sul Secchia-MO) Capitano, ufficiale d'amministrazione GNR Bussolengo
• BARUZZI Carlo, 42 (res. Cotignola, muratore) Già aderente Fascio di Combattimento.
• BARUZZI Giambattista
• BARUZZI Giuseppe di Luigi, 30 (nato a Cotignola, 1905; res. Faenza) GN

R Candiana
• BELLENGHI GNR Bussolengo.
• BELLONZI Ippolito di Ugo, 35 (nato a Ravenna, 1910; inabile al lavoro) GNR Candiana
• BERTUZZI Cesare
• BEZZI Giuseppe di Romeo, 41 (nato a Castiglione di Ravenna, 1904; res. Ravenna) GNR Candiana
• BIANCOLI Gioacchino, 47 (res. Ravenna). GNR Bussolengo. Già aderente Fascio di Combattimento.
• BISULLI
• BORESI Raffaele di Giuseppe, 50 (nato e res. a Ravenna, 1905; agricoltore). GNR Candiana
• BROCCADELLO Edoardo detto Fiore, 32 (res. Codevigo, guardiano idraulico) Presidio in Codevigo (Brigata Nera)
• BUBOLA Mario , 31 (res. Codevigo, agricoltore) Brigata Nera rastrellato nella zona di Codevigo
• CACCHI Icilio, 46. Già aderente Fascio di Combattimento.
• CACCHI Sergio di Icilio, 25 (nato e res. a Ravenna, 1913) GNR Candiana
• CALDERONI Luigi, 50 (res. Ravenna)
• CANUTI Ugo, 40 (res. Faenza; capomastro)
• CAPPELLATO Antonietta sorella di Giovanni, 41 (res. Codevigo, impiegata, sospetta spia ai danni di prigioneri inglesi)
• CAPPELLATO Giovanni, 35 (res. Codevigo, esercente) Brigata Nera rastrellato nella zona di Codevigo
• CASADIO in SOLAROLI Maria (ravennate) Ausiliaria GNR
• CASADIO Oberdan
• CASADIO Raimondo
• CASADIO Walter di Nino, 32 (nato e res. a Ravenna, 1913) GNR Candiana (N.B. il comandante del distaccamento era il cap. CASADIO Achille. Parentela?)
• CAVASSI Pietro di Mezzano, 35 (res. Bagnocavallo; bracciante) GNR Bussolengo
• CAVINA Domenica ch. Pierina, 31 (res. S.Stefano di Ravenna) Ausiliaria GNR (sorella di Guerrina, anch'essa ausiliaria GNR, sopravvissuta)
• CAVINI Otello
• CAVINI Salvatore
• CIVENNI Ugo, 39 (res. Ravenna; agricoltore)
• CONTI Sante, 20 o 21 (res. Terni) Sottotenente della GNR Candiana
• CONTRI Silvio, 32 (res. Codevigo) Brigata Nera rastrellato nella zona di Codevigo
• CORBELLI Mario (Fratello di Guido) Brigadiere GNR Candiana. Già aderente Fascio di Combattimento.
• COSTA
• COTTIGNOLI Luigi Carlo di Enrico, 36 (nato a Parma e res. Ravenna, 1909) GNR Candiana
• CRIVELLARO Ernesto, 32 (res. Correzzola)
• D'ANZI Giorgio di Michele, 19 (nato e res. a Ravenna, 1926) GNR Candiana
• D'ANZI Oddone di Michele, 22 (nato e res. a Ravenna, 1923) GNR Candiana
• DEL GRECO Umberto, 43 (res. Firenze) Ufficiale d'amministrazione GNR
• DILETTI Giuseppe (res. S.Leo-Pesaro) Tenente GNR Pescantina, addetto all'autoparco
• DOARDO Corinna, 39 (Originaria di Tognana di Piove di Sacco) Fascista, maestra del paese (figlia del Podestà)
• FABBRI Terzo di Agostino, 40 (1905; res. a Ravenna, bracciante) GNR Candiana
• FARNE' Enrico, 32 (res. Bologna; operaio). GNR Bussolengo
• FENATI Domenico di Policarpo, 44 (nato a S.Alberto e res. Ravenna, 1901) GNR Candiana
• FERRANTI Mario, 32 (res. Bussolengo) GNR Bussolengo
• FIUMANA Ernesta, 19 (res. a Ravenna, operaia) Ausiliaria GNR
• FOCACCIA Leonida (res. Ravenna) aderente Fascio di Combattimento.
• FOCACCIA Vincenzo di Paolo, 42 (res. Ravenna; 1903) GNR Candiana
• FONTANA Farinacci, 18 (res. Codevigo, studente; figlio di Silvio FONTANA, vicecomandante della Brigata Nera) Brigata Nera rastrellato nella zona di Codevigo
• FORTI Massimo, 47 (res. Carpi) Capitano GNR Bussolengo
• FRANCIA Gino
• GASPARE Pio
• GAVELLI Vincenzo, 35 (res. Faenza; lattoniere) GNR Pescantina
• GIUNCHI Elviro di Francesco, 53 (res. a Ravenna, 1902) GNR Candiana
• GOLFARELLI Guerrino, 27 (res. a Villa d'Albero)
• GRAZIANI Giovanni, aderente Fascio di Combattimento.
• GRECO Giuseppe, 54 di Porto Corsini (res. a Ravenna), vice-brigadiere (o impiegato civile "addetto ai profughi"?) a Pescantina
• GRECO Rinaldo congiunto di Giuseppe, di Marina di Ravenna (res. a Ravenna)
• GUIDETTI Eugenio, 57 (res. Porto Corsini)
• LAMI Giuseppe
• LANZONI Federico di Sebastiano, 53 (res. a Ravenna; 1892) GNR Candiana
• LOMBARDI Samuele, 22 (res. Cireggio d'Omegna-Novara)
• LORENZONI Giulio
• LUNARDI Giacomo, 32 (res. Piove di Sacco) Brigata Nera rastrellato nella zona di Codevigo
• MANEO Angelo, 27 (res. Piove di Sacco)
• MANFRIN Primo, 30 (res. Codevigo, sarto). Presidio in Codevigo (Brigata Nera)
• MANOLI Gerardo, 55 (res. Codevigo, agricoltore) Presidio in Codevigo (GNR)
• MARCHETTI Giuseppe
• MARESCOTTI Agostino, 42 (res. Alfonsine di Ravenna)
• MARONCELLI Marino, 46 (res. a Ravenna; operaio)
• MARTINI Antonio
• MASETTI Loris Pasqualino, 29 (res. a Mesola-Ferrara) Tenente GNR Candiana
• MAZZETTI Agostino, 42 (res. a Ravenna) Ufficiale GNR Candiana. Già aderente Fascio di Combattimento.
• MERENDI
• MERENDI Francesco, 45 (res. a Ravenna)
• MERENDI Giovanni, 40 (res. a Ravenna)
• MILANDRI Sergio, 28 (res. a Ravenna)
• MINORELLO Gino di Antonio, 23 (res. a Codevigo, organista) Presidio in Codevigo (Brigata Nera)
• MONTANARI Piera (n. a S.Alberto di Ravenna) Ausiliaria GNR
• ORSINI Nello, 43 (res. a Ravenna). Maresciallo GNR Pescantina. Già aderente Fascio di Combattimento.
• PARLANTI GNR Bussolengo.
• PASI Cesare
• PASI Francesco, 45 (res. a Ravenna). Già aderente Fascio di Combattimento.
• PICELLO Giuseppe
• POLATO Tarcisio, 31 (res. Piove di Sacco; agricoltore)
• POZZI Amleto fu Giulio, 35 (res. a Ravenna, impiegato; 1910). GNR Candiana
• PRETOLANI Antonio, 38 (res. a Ravenna)
• RANZATO Giuseppe (res. Pontelongo PD)
• RICEPUTI
• RIGHI Crescentino, 36 (res. res. Urbania-PS) GNR Candiana
• ROSSI Augusto di Giuseppe, 45 (res. Ravenna, facchino) GNR Candiana. Già aderente Fascio di Combattimento.
• RICCI Antonio, 35 (res. a Ravenna, tipografo)
• SAVIOTTI Amedeo, 31 (res. a Ravenna, muratore)
• SCARABELLO Anacleto
• SCARABELLO Ernesto
• SPAZZOLI Ferdinando, 43 (res. a Ravenna)
• TAMPELLINI Alfredo, 52 (res. a Ravenna, bracciante) GNR Bussolengo, già aderente Fascio di Combattimento.
• TARTAUL Danilo
• TEDALDI Primo
• TEDIOLI Saturno, 42 (res. a Brisighella-RA) Già aderente Fascio di Combattimento.
• TONI Attilio, 42 (res. a Ravenna, fratello di Emilio, bracciante) GNR Bussolengo
• TONI Emilio, 53 (res. a Ravenna, bracciante) GNR Bussolengo
• TURA
• TURCI
• VALENTI Aldo, 23 (res. a Ravenna, operaio)
• VALENTI Sesto (res. a Ravenna)
• VALZANIA ?
• VESTRI Valeriano, 31(res. a Ravenna, bracciante)
• VILLA Alfredo, 30 (res. a Ravenna)
• VILLA Nazario, 20 (res. a Ravenna)
• VILLA Vincenzo, 22 (res. a Ravenna)
• VIRGILI Carlo Emilio di Cosimo e fratello di Giulio, 36 (res. a Ravenna, insegnante; 1905) Capitano GNR Pescantina (ex-funzionario della Prov. di Ravenna) già aderente Fascio di Combattimento
• ZAMPIGHI Luigi di Attilio, 46 (nato a Filetto, res. a Ravenna, 1899) GNR Candiana
• ZARA Claudio, 27 (res. a Ravenna, 1918) GNR Candiana
Gianfranco Stella nel suo libro sulla strage "1945. Ravennati contro" narra di episodi raccapriccianti quali quelli relativi all'uccisione di Ludovico “Mario” Bubola e di Corinna Doardo entrambi attribuiti a militi del "Cremona" dai Reali Carabinieri dell'epoca.















LA RICERCA DEI CORPI e la costruzione dell'Ossario


Negli anni sessanta alcuni parenti delle vittime disperse iniziarono la ricerca dei corpi, in genere abbandonati e sepolti in fosse comuni, nei cimiteri o nei campi.
Furono trovati 114 corpi, ma non fu possibile l'identificazione per tutti: 77 salme furono recuperate nel cimitero di Codevigo, 17 nel cimitero di S.Margherita, 12 nel cimitero di Brenta d'Abbà. Molti scomparsi non furono ritrovati.
Il 27 maggio 1962 fu inaugurato un Ossario costruito nel cimitero di Codevigo, a cura della Associazione nazionale famiglie caduti e dispersi della R.S.I., in cui sono sepolti i resti di 114 corpi, tra cui 16 ignoti.


CODEVIGO - 27 MAGGIO 1962

L'ECCIDIO DI CODEVIGO E I VALORI DELLA RESISATENZA

Tra il 30 Aprile ed il 15 Maggio 1945 oltre trecento persone vennero uccise negli argini e nelle campagne intorno a Codevigo (Pd) da parte dei partigiani comunisti della 28' Brigata Garibaldi "Mario Gordini", comandata da Arrigo Boldrini, ma anche dai badogliani della Divisione Cremona.
Negli anni '60 alcuni parenti delle possibili vittime iniziarono la ricerca dei corpi, in genere abbandonati alle acque o sepolti in fosse comuni, nei cimiteri o nei campi. Furono trovati 114 corpi, ma non fu possibile l'identificazione per tutti. Molti scomparsi non furono ritrovati.
77 salme furono recuperate nel cimitero di Codevigo. 17 salme furono recuperate nel cimitero di S.Margherita. 12 salme furono recuperate nel cimitero di Brenta d'Addà, ora ospitate nell' Ossario del Cimitero di Codevigo, inaugurato il 27 Marzo 1962.
In una tabella dell'Ossario ci sono 98 nomi ed i resti di 114 uccisi, di molti non si sa il nome.
Tra gli identificati, spiccano le tragiche storie di 2 di essi, proprio perchè del posto, e non come la maggior parte proveniente dal Ravennate:

Corinna Doardo, maestra elementare. I partigiani la prelevarono, la sottoposero a sevizie tali che il medico accertò che solo un orecchio era rimasto intatto, la fucilarono e abbandonarono il cadavere nudo nel cimitero.
Mario Bubola, figlio del podestà fascista del paese, fu prelevato a casa, fu torturato, si tentò di tagliarli il collo con del filo spinato, gli fu tagliata la lingua, infilatagli poi nel taschino della giacca, gli furono tagliati i testicoli che gli furono messi in bocca. Fu poi sepolto in un campo di Erba Medica.

I rastrellatori di Boldrini li prelevarono coi pretesto di condurli a Ravenna, loro terra d'origine, per un regolare processo.
Furono invece portati a Codevigo, e qui fucilati, a gruppi, sulle rive del Brenta.
La corrente si portò via molti di quei cadaveri, mentre quelli rimasti sugli argini furono caricati come immondezza su carrette agricole e gettati nei vari Cimiteri della zona. Nessuno ebbe un processo, anche sommario.

Arrigo Boldrini (Bulow),dopo la liberazione è stato Segretario Nazionale dell'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) e successivamente presidente onorario. Più volte deputato e senatore della Repubblica nelle file del PCI,nel 1989 ha aderito al PDS.

I CADUTI DI CODEVIGO 

Dell'esistenza di fosse comuni nelle quali erano state gettate, nelle 'Radiose Giornate' numerose salme di Caduti della Repubblica Sociale Italiana, nei Cimiteri di Codevigo, Brenta d'Abbà e S. Margherita, si seppe a distanza di tempo. 

Rosa Melai e altre camerate furono le prime a effettuare visite a quei Cimiteri, recando umilmente e senza ostentazione alcuna l'omaggio, della fede, della pietà, del ricordo, a Coloro che erano ivi caduti. 

Durante quelle visite le nostre donne incontrarono i familiari dei Caduti e vennero così a conoscere dalla loro viva voce i particolari dell'orrenda strage. 

Il Capo partigiano Arrigo Boldrini, comunista, a lungo deputato nel dopoguerra, diede mano libera ai suoi partigiani. 

Fu così che le sue bande, composte da partigiani romagnoli ed appoggiate nelle varie zone da antifascisti locali, dilagando nelle terre del Basso Brenta, poterono perpetrare, fra l'altro, l'eccidio di Codevigo che fu una vera e propria strage di innocenti disarmati. 

Dai pochi scampati si venne a sapere che quei Caduti erano tutti appartenenti a formazioni della R.S.I. della provincia di Ravenna, i quali, trovandosi il 'fatidico' 25 aprile nei presidi di Pescantina e Bussolengo erano già stati prelevati e rinchiusi nelle carceri locali. I rastrellatori di Boldrini li prelevarono coi pretesto di condurli a Ravenna, loro terra d'origine, per un regolare processo. 

Furono invece portati a Codevigo, e qui fucilati, a gruppi, sulle rive del Brenta. 

La corrente si portò via molti di quei cadaveri, mentre quelli rimasti sugli argini furono caricati come immondezza su carrette agricole e gettati nei vari cimiteri della zona. 

Il maggior numero di queste salme fu sepolto a Codevigo in un'unica fossa comune in cui ne furono trovate ben 77. A S. Margherita ne furono sepolte 17, altre 12 a Brenta d'Abbà. 
Queste esecuzioni assassine furono perpetrate fra il 3 e il 13 maggio 1945: non si trattò quindi di un atto di guerra, sia pure partigiana, e nemmeno di rappresaglia, in quanto non vi fu alcun processo nemmeno sommario, ma quei nostri Camerati erano stati prelevati ed uccisi in massa, mentre erano già prigionieri e disarmati. 
Contemporaneamente erano stati levati dalle loro case (dalle quali non erano fuggiti ritenendosi indenni da accusa alcuna) undici Camerati di Codevigo, tra cui un'impiegata ed una maestra, e tutti trucidati assieme agli altri. 
Rosa Melai, con il grande appoggio di Ida de Vecchi, non essendo riuscita a realizzare il suo vivo desiderio di riunire le sparse salme nel Cimitero di Padova, si dedicò, anima e corpo, ai poveri trucidati di Codevigo. 
Fu così che riuscì ad ottenere dal Comune di Codevigo il terreno per costruirvi l'Ossario, e sarà opportuno ricordare che la spesa necessaria fu sostenuta quasi esclusivamente dalle stesse famiglie dei Caduti. 
Finalmente, presi gli accordi col sindaco di Codevigo, si iniziò la ricerca e la riesumazione delle salme accogliendole nel punto in cui si sarebbe costruito l'Ossario. Fu un lavoro lungo, difficile, finché, nel marzo 1962, con l'autorizzazione dei Commissariato Onoranze ai Caduti in guerra che aveva fornito le cassette necessarie, i miseri resti, davanti a numerosi familiari accorsi da Ravenna, furono puliti, raccolti, identificati e riposti nelle cassette. 
Passarono ancora due mesi di intenso lavoro per completare il Sacello, e si giunse così all'inaugurazione ufficiale, il 27 Maggio 1962. Ricordiamo quel giorno con una commozione che non si è mai spenta. 
Da Roma era venuta la Vedova della Medaglia d'Oro Barracu, trucidato a Dongo, mentre Ida de Vecchi, 'Mamma Ida' per tutti i reduci della R.S.I. e delle loro famiglie, dalla sua Trieste portava l'esempio della sua infaticabile attività di animatrice e custode dei valori della R.S.I. di cui ora si onoravano i Caduti. 
Ma sopra tutti, compatto monumento di orgoglioso dolore e di fede incontaminata, il gruppo dei familiari dei gloriosi Caduti, giunti da Ravenna a pregare e a non dimenticare sull'unica, degna tomba, ove Essi giacevano, finalmente riuniti, come nei ranghi delle loro ultime battaglie senza vittoria, ma piene di onore. 
La Messa e la benedizione fu celebrata da un coraggioso Cappellano militare che onorò molto degnamente i nostri Caduti. 
Le Salme ora riposanti nell'Ossario sono 114, fra cui due donne ed alcuni ragazzi di 16 e 17 anni. 
LA LEGIONE N. 2 Aprile-Giugno 1997